07/07/2010 SALUTE: STUDIO, AGGRESSIVITA’ADOLESCENTI LEGATA AD ALTERAZIONI CEREBRALI

(ASCA) – Roma 7 lug – L’aggressivita’ e le tendenze anti-sociali degli adolescenti potrebbero avere la loro origine in alcune alterazioni della struttura cerebrale. A sostenerlo e’ uno studio, condotto da un team di ricercatori della Cambridge University e pubblicato su Archives of General Psychiatry. Gia’ in precedenza erano stati fatte ricerche che avevano individuato in alcune alterate funzionalita’ cerebrale la causa del cattivo comportamento dei ragazzi con problemi di relazione. Con questo nuovo studio si compie un passo successivo, attraverso la localizzazione di tali alterazioni.

I ricercatori hanno infatti sottoposto dei ragazzi con problemi di aggressivita’ a risonanza magnetica funzionale.

Nel corso delle scansioni hanno mostrato ai teenagers foto con facce arrabbiate, con facce triste o con espressioni neutre. E’ emerso che il cervello di questo ragazzi tende a mostrare una ridotta attiva nella parte adibita a trasformare le emozioni. Cio’ dipende da fatto che, sottolineano i ricercatori, gli adolescenti con tali problemi non rilevano con chiarezza il disagio altrui.

”Questo lavoro – evidenzia Ian Goodyer, co-autore dello studio e professore presso l’Universita’ di Cambridge – apre nuovi orizzonti nella comprension di uno dei problemi piu’ diffusi e difficili di salute mentale della nostra societa’.

Queste informazioni permetteranno lo sviluppo di diagnosi precoce e strategie di intervento per i bambini a rischio di comportamento anti-sociale ”.
fonte: asca.it

 

07/07/2010 Adolescenti: più sani e felici se la scuola inizia più tardi

Pubblicato da Lucrezio.Bove in News Mediche, Psicologia.

Quando frequentavo le superiori ero un ritardatario senza speranze. Era più forte di me: entravo sempre in classe con qualche minuto di ritardo, tanto che i professori avevano smesso di richiamarmi. Ebbene, visto quello che hanno dimostrato i ricercatori dell’Hasbro Children’s Hospital di Providence (Rhode Island), i miei ritardi erano più che giustificati. Basterebbe posticipare l’inizio delle lezioni di 30 minuti per aiutare anche gli adolescenti più pigri a trovare il buon umore. La scuola verrebbe percepita in modo diverso e i ragazzi ne otterrebbero benefici in termini di benessere psicofisico.

Chi ha detto che solo i bambini hanno bisogno di dormire tanto? Secondo i ricercatori statunitensi, gli adolescenti e preadolescenti necessitano di almeno 9 ore di sonno ogni notte. Ma si sa: i ragazzi più grandi hanno difficoltà ad addormentarsi prima delle 11 di sera. Per questo 30 minuti di sonno in più rappresenterebbero un grande vantaggio.

Per dimostrarlo, la dott.ssa Judith Owens e i colleghi dell’Hasbro Children’s Hospital hanno permesso ai 201 ragazzi che frequentano la scuola superiore Rhode Island, di entrare in classe 30 minuti più tardi rispetto all’orario canonico (alle 8.30 anziché alle 8.00). Per tutta la durata dell’esperimento, gli studenti sono apparsi più allegri e motivati, meno annoiati e irritabili. Stando ai risultati dei test, è migliorato il grado di attenzione generale, così come la partecipazione attiva alle lezioni.

“Perché le scuole non posticipano il loro orario di ingresso?” si è chiesta Kyla Wahlstrom della University of Minnesota. Ce lo chiediamo anche noi…

 Fonte: salute.pourfemme.it

06/07/2010 – I giovani più a rischio cancro da tintarella

I giovani e gli adolescenti sono più a rischio cancro della pelle a causa della esposizione incontrollata ai raggi solari per ottenere un’abbronzatura rapida.

Ecco quanto scoperto a seguito di un sondaggio condotto dal Teenage Cancer Trust che ha coinvolto un rappresentativo numero di ragazzi di età compresa tra i 13 e i 19 anni.

 

A seguito dei risultati allarmanti ricavati da questo sondaggio la Teenage Cancer Trust ha deciso di lanciare una campagna denominata “Shunburn”, con l’intento d’inviare nelle giornate calde degli SMS di allerta per gli adolescenti.

I dati mostrano che il 26% dei ragazzi è a rischio tintarella poiché non prende le precauzioni adeguate nell’esporsi al sole.

Per esempio, il 31% non usa mai la crema solare per proteggersi; il 22% si è scottato almeno una volta dopo essersi addormentato al sole.

A causa della disinformazione il 74% sostiene che non sia possibile scottarsi durante le giornate nuvolose. Di questi, ben il 55% dei ragazzi inglesi ritiene che non siano necessarie precauzioni poiché pensa che il sole in Gran Bretagna sia meno dannoso che in altri luoghi.

«Abbiamo bisogno di rendere i giovani più consapevoli dei pericoli del cancro in età avanzata», ha dichiarato il portavoce di fiducia del Teenage Cancer Trust, Simon Davis.

 

Anche in Italia la conoscenza dei rischi legati all’esposizione solare incontrollata è poco diffusa e i giovani spesso non ritengono necessarie le precauzioni. Il rischio è quello di sviluppare il cancro della pelle in età avanzata unicamente per aver voluto apparire più abbronzati o nell’aver sottovalutato i pericoli per non sembrare “diverso” dagli amici.

(lm&sdp)

Fonte: lastampa.it

05-07-2010 Alcol e giovani: il rapporto con i genitori influenza l’uso

Anche se i genitori non possono evitare che i propri figli facciano le loro esperienze, tuttavia la qualità dei rapporti e lo stile genitoriale influenzano fortemente l’uso sostanze come l’alcol.

Un nuovo studio della Brigham Young University (USA) che ha coinvolto circa 5mila studenti tra i 12-19 anni, ha esaminato il consumo di alcol tra gli adolescenti e il loro rapporto con i genitori. In particolare sono state esaminate le associazioni tra diversi stili genitoriali (autorevole, autoritario, indulgente), il grado di responsabilità e la consapevolezza di come e con chi passano il proprio tempo i figli e l’affettuosità del rapporto.

Ebbene, dall’analisi dei dati emerge come gli adolescenti con genitori autorevoli siano meno propensi a bere pesantemente rispetto agli adolescenti con altri stili genitoriali, ed abbiano minori probabilità di avere amici che hanno usato alcol. I genitori indulgenti, al contrario, con il loro atteggiamento triplicherebbero le probabilità che i figli consumino anche grosse quantità di alcol e un risultato non dissimile lo otterrebbero anche i genitori autoritari. In conclusione, un rapporto sereno e affettuoso tra genitori e figli, con chiare regole da rispettare e un buon equilibrio tra controllo e supporto, agirebbe come fattore deterrente all’uso di alcol, anche nel caso in cui gli amici consumino bevande alcoliche.

 Fonte: dronet.org

05/07/2010 India/ Torturati a morte 2 adolescenti, polizia: delitto d’onore

Si amavano, a dispetto della diversa confessione religiosa

 

 

Roma, 5 lug. (Apcom) – Torturati a morte per essersi amati a dispetto della diversa confessione religiosa. Così sono stati uccisi due adolescenti dello stato indiano di Haryana, il 17enne Shah Mohammad, musulmano, e la quindicenne Reena, hindu, i cui corpi sono poi stati esposti da monito nel cortile della loro scuola.

 

La polizia locale ha confermato che si tratta di un delitto d’onore, precisando di aver aperto un’inchiesta contro uno zio e un cugino della ragazza. I cadaveri dei due ragazzi presentavano diverse ferite e i segni di un probabile avvelenamento; al ragazzo è stato anche cavato un occhio. La polizia attende ora di conoscere l’esito dell’autopsia.

 

“Gli aggressori potrebbero aver usato un’arma affilata per cavare gli occhi al ragazzo – ha detto il capo della polizia locale, Jagwant Singh Lamba, citato oggi da The Times of India – potrebbero essere più di due le persone coinvolte nell’omicidio. Oltre allo zio della ragazza, Ram Mehar, e al cugino Vijander, abbiamo aperto un’inchiesta contro ignoti”.

 Fonte: notizie.virgilio.it

05/07/2010 LEGAME TRA SBORNIE adolescenti E INFANZIA DIFFICILE

(AGI) – Washington, 5 lug. – Il consumo problematico di alcolici negli adolescenti potrebbe essere associato a un’infanzia difficile. Almeno questo e’ quanto emerso da uno studio africano pubblicato sulla rivista ‘Child and Adolescent Psychiatry and Mental Health’. I ricercatori hanno analizzato l’associazione tra esperienze infantili spiacevoli e ubriachezza in 9.189 adolescenti di eta’ compresa tra i 12 e i 19 anni che vivono in Burkina Faso, Ghana, Malawi e Uganda. “In generale il 9 per cento degli adolescenti – ha detto Caroline Kabiru che ha coordinato il gruppo di ricerca dell’African Population and Health Research Center – ha riferito di aver bevuto nei 12 mesi precedenti alla ricerca”. Ebbene, dai risultati e’ emerso che i ragazzi che da piccoli hanno vissuto in famiglie povere che avevano difficolta’ a offrire almeno una sicurezza alimentare e che sono stati maltrattati hanno avuto piu’ problemi con l’alcol. A conclusioni simili sono arrivati alcuni studi precedenti effettuati in altri Paesi del mondo. Per questo i ricercatori sono convinti che aiutare i bambini ad avere infanzie meno problematiche significa ridurre il numero di adolescenti che hanno problemi di abuso di alcol.

Fonte: salute.agi.it

02-07-2010Droga e genetica: la complicità tra amici aumenta la predisposizione all’uso di droghe nelle giovani donne

L’adolescenza è un periodo di particolare vulnerabilità durante il quale diversi fattori ambientali possono influenzare le scelte dei giovani, tra cui i comportamenti rispetto alle droghe. L’influenza dei pari riveste una elevata importanza tanto da essere un correlato robusto all’uso di sostanze da parte degli adolescenti ma, come evidenziato da altri studi, anche la componente genetica quale gioca un ruolo significativo.

Arpana Agrawal della scuola di medicina della Washington University (USA) e collaboratori si sono proposti di studiare quanto sia i fattori ereditari che i fattori sociali, come l’uso di alcol, tabacco e droghe da parte dei coetanei, siano in grado di influenzare lo sviluppo di comportamenti d’uso, soprattutto nelle femmine. Lo studio pubblicato sulla rivista Addiction includeva 2176 gemelle, delle quali è stato esaminato l’uso regolare di tabacco, alcol e cannabis e la presenza o meno di amici che facessero uso regolare di tali sostanze.

I ricercatori hanno osservato che, nelle donne giovani, la vulnerabilità genetica individuale all’uso di sostanze risulta esacerbata dall’esposizione alla compagnia di amici, essi stessi consumatori di sostanze. Quello che si instaura secondo i ricercatori, è una sorta di circolo vizioso per cui una predisposizione genetica all’uso di sostanze è responsabile della tendenza a cercare amici che hanno comportamenti permissivi nei confronti di alcol, tabacco e cannabis. Frequentare questa tipologia di amici a sua volta, aumenta la predisposizione genetica all’uso regolare di droghe, favorendo ulteriormente i comportamenti d’uso di sostanze.

Fonte: dronet.org

02/07/2010 Adolescenti italiani usano internet senza consapevolezza: in rete fatti privati

Roma- Gli adolescenti italiani non esitano a esporre la propria vita privata su Internet e i genitori non sembrano preoccuparsi eccessivamente delle conseguenze e dei rischi che possono correre. Lo rivela un’indagine commissionata da Trend Micro, azienda specializzata nella sicurezza dei contenuti Internet, all’istituto indipendente A&F Research e condotta su un campione rappresentativo di ragazzi di età compresa tra gli 8 e 16 anni e di genitori con figli nella stessa fascia di età.

 

Favorita dal successo dei social network, in particolare di Facebook, questa tendenza a `pubblicizzare` i diversi aspetti della propria vita non è accompagnata da una adeguata consapevolezza dei pericoli per la privacy e da una sufficiente conoscenza delle necessarie misure di protezione. Ad esempio, solo il 30% dei genitori e il 40% dei ragazzi sa come impostare le regole di privacy nei social network.

 

La scarsa conoscenza da parte dei genitori delle opportunità e dei rischi di Internet determina un atteggiamento nei confronti dei figli che si può definire di fiducia `passiva`, proprio perché non è il frutto di un consapevole orientamento permissivo o di una valutazione sulla loro affidabilità.

 

Le preoccupazioni dei genitori sull’utilizzo della Rete da parte dei figli, infatti, sono piuttosto elevate (4,38 in una scala da 1 a 5) solo con i figli di età inferiore ai 10 anni, ma scendono “pericolosamente” (3,5 su 5) con i figli più grandi. Tra gli stessi ragazzi è molto forte la convinzione (8,3 in una scala da 1 a 10) che “i genitori si fidano dei miei comportamenti online” e, inoltre, i maggiori di 10 anni navigano prevalentemente da soli (più dell’80%) o in compagnia di coetanei (circa il 50%).

 

 

Oltretutto, i ragazzi – in misura crescente con l’età – appaiono desiderosi di sfruttare le opportunità relazionali offerte dal web, manifestando, con percentuali superiori al 40%, la propria vita personale e sociale, fino a pubblicare anche foto e video di scherzi e bravate. E sono in buona parte convinti che i genitori non approverebbero questi utilizzi della Rete.

 

Tutto ciò significa che probabilmente i controlli da parte dei genitori sono più teorici che effettivi, con la conseguenza di generare nei ragazzi un senso di quasi “onnipotenza” nell’approccio a Internet, tanto che sono in buona misura convinti di “poter cancellare qualsiasi cosa pubblicata online” e di “potermi rendere anonimo online”.

 

Le principali informazioni condivise dai ragazzi su Internet sono relative all’indirizzo email (66,7%), seguito da foto personali e/o dei familiari (56,2%), luogo dove vanno a scuola (41,9%), eventi ai quali partecipano (27,1%), informazioni sugli amici (26,2%); più basse ma non da sottovalutare le percentuali di chi comunica il proprio indirizzo di casa (20,5%) e di chi fa sapere quali sono i posti frequentati abitualmente (18,1%). Con l’aumentare dell’età diventa via via maggiore la quantità di informazioni personali, inserite in Rete.

 

Ad esempio, tra i ragazzi della fascia dai 15 ai 16 anni, la pubblicazione delle foto personali e dei familiari sale al 81,4%, come la rivelazione del luogo dove vanno a scuola (62,9%), o gli eventi a cui partecipano (51,4%), o i luoghi frequentati (30%). I genitori, da parte loro, condividono principalmente l’indirizzo email (83,3%), la data di nascita (52,2%), indirizzo postale (42,2%), foto personali e dei familiari (42,2%), abbastanza elevato anche il dato sulle informazioni bancarie (34,4%), seguito dagli eventi a cui parteciperanno (26,7%), curriculum vitae e aggiornamenti sul proprio status personale (25,6%).

Fonte: localport.it

28/06/2010 Sonnambulo 12enne cade da balcone, morto

(ANSA) – SALERNO, 28 GIU – Era sonnambulo ed e’ per questo, secondo i CC, che un ragazzino di 12 anni e’ caduto dal III piano della sua abitazione ed e’ morto.

E’ accaduto, la notte scorsa, nel pieno centro di Salerno, nei pressi di Piazza Malta. Alcuni passanti, poco dopo l’accaduto, hanno visto il corpo riverso a terra e, riconoscendo il piccolo, hanno prontamente avvisato i genitori che non si erano accorti di nulla. Il ragazzo avrebbe aperto il balcone della sua stanza e si sarebbe gettato nel vuoto.

Fonte: temporeale.libero.it/libero/news

24/06/2010 Gli psicofarmaci producono effetti collaterali gravi negli adolescenti

Gli psicofarmaci come gli stimolanti possono essere pericolosi per bambini e adolescenti causando effetti collaterali anche gravi nella popolazione under 17. Quasi un evento farmacologico avverso su dieci in questa fascia d’eta’ e’ riconducibile proprio a farmaci psicotropi. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su BMC Research Notes e condotto da Lise Aagaard e Ebba Holme Hansen dell’Universita’ di Copenhagen su 4500 casi di eventi avversi da farmaci di cui ben 429 sono stati ricondotti a psicofarmaci. E’ stato rilevato inoltre che gli stimolanti sono pericolosi per i neonati se assunti dalle donne in gravidanza: oltre la meta’ degli effetti avversi di questi medicinali sul bambino appena nato sono relativi ad anomalie fetali e sindrome di astinenza dagli psicofarmaci alla nascita. Inoltre e’ emerso che il 42% degli eventi avversi era riconducibile a psicostimolanti (come il Ritalin), il 31% ad antidepressivi (come il Prozac), il 24% ad antipsicotici (come l’Haldol).

Fonte: improntalaquila.org