03.03.2010 RISCHIO ALCOL PER 9 MILIONI DI ITALIANI. PREOCCUPANO GLI ADOLESCENTI
Preoccupano i dati sull’alcol nel nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda i giovani. Oltre nove milioni di bevitori “a rischio”, il boom degli alcolici fuori pasto (Il “binge drinking” praticato da un italiano su tre almeno una volta a settimana) e l’eta’ media sempre piu’ bassa, con il 7 per cento degli undicenni che gia’ beve settimanalmente e almeno mezzo milione di minorenni che sono consumatori abituali. E’ la fotografia sul consumo di alcol in Italia scattata dal Ministero della Salute nella Relazione al Parlamento trasmessa il 14 gennaio ai Presidenti di Camera e Senato sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in attuazione della Legge 30.3.2001 n. 125, “Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati”. Il quadro epidemiologico conferma la diffusione, in atto negli ultimi anni, di comportamenti a rischio lontani dalla tradizione nazionale, quali i consumi fuori pasto, le ubriacature e il binge drinking, soprattutto tra i giovani.
Nei confronti dell’Europa l’Italia presenta una minore prevalenza di consumatori di bevande alcoliche e una minore diffusione del binge drinking; tuttavia, fra coloro che consumano alcol, ben il 26% lo fa quotidianamente (il doppio della media europea), il 14% lo fa da 4 a 5 volte a settimana (valore piu’ alto in Europa) e il 34% pratica il binge drinking almeno una volta a settimana (contro il 28% della media europea). Inoltre il 9,4% della popolazione consuma quotidianamente alcol in quantita’ non moderate e il 15,9% non rispetta le indicazioni di consumo proposte dagli organi di tutela della salute, pari a piu’ di nove milioni di persone considerate “a rischio”. Il binge drinking e’ diffuso soprattutto nella popolazione maschile di 18-24 anni (22,1%) e di 25-44 (16,9% ). Nei ricoveri ospedalieri risulta in aumento nel tempo la percentuale di diagnosi ospedaliere per cirrosi epatica alcolica in rapporto alle altre diagnosi (+6,5 punti percentuali dal 2000 al 2006). Per quanto riguarda i giovani, la bassa eta’ del primo contatto con le bevande alcoliche e’ l’aspetto di maggiore debolezza del nostro Paese nel confronto con l’Europa (in media 12,2 anni di eta’, contro i 14,6 della media europea). Nel 2008 il 17,6% dei giovani di 11-15 anni ha consumato bevande alcoliche, in un’eta’ al di sotto di quella legale per la somministrazione e per la quale il consumo consigliato e’ pari a zero.
Fonte: salute domani.com
