22/02/2010 Obesità a Milano. Esami del sangue per gli under 18
A Milano un cittadino su due è in sovrappeso e il 13 per cento degli adolescenti è obeso. La condotta alimentare, troppo spesso scorretta, è diventata una vera emergenza. Uno studio realizzato dall’Università degli Studi di Milano nel 2007 sostiene che ogni anno spendiamo 600 milioni di euro per patologie legate a un rapporto sbagliato con il cibo. “E sono i giovani a dover destare la massima preoccupazione – afferma l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna – perché non sempre i danni sono visibili. E se alcune ricerche sperimentali suggeriscono che l’obesità cominci già a tre mesi, con un indice di massa corporea alterato, recenti studi americani hanno dimostrato che il 14 per cento degli adolescenti ha livelli di colesterolo sopra la norma anche se normopeso”.
“I riscontri epidemiologici – spiega l’assessore – ci dicono che 7 bambini su 10 oggi in sovrappeso, lo saranno anche da adulti. Il che significa diabete (causato nell’80 per cento dei casi proprio dall’obesità), tumori (30 per cento), malattie cardiovascolari (25 per cento). Gli obesi sono destinati a vivere mediamente 10 anni in meno degli altri. Il 30 per cento dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni passa almeno 2-3 ore al giorno davanti alla televisione, il 22 per cento 3-4 ore e il 20 per cento oltre 4 ore. Un bambino di quest’età, che dedichi al video 5 ore, ha un rischio 5 volte maggiore di diventare obeso”. “È indispensabile – aggiunge Landi – avviare una riflessione su cosa mangiamo, sulla provenienza del cibo e sui nutrienti che lo compongono – aggiunge Landi -. Nel 2009 nel nostro Paese si è speso un miliardo e mezzo di euro in statine, ossia nei medicinali preposti a controllare i livelli di colesterolo nel sangue. Ciò significa che in dodici mesi ne sono state assunte il 13 per cento in più rispetto al 2008. Le statine sono uno strumento efficace e provato per curare le ipercolesterolemie e hanno svolto un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Credo tuttavia che, in un discorso più ampio e serio sulla diffusione delle patologie metaboliche dipendenti da una alimentazione ricca di grassi e povera di vitamine e fibre, non debba passare un messaggio a mio parere pericoloso e fuorviante: che i farmaci siano un sostituto di uno stile di vita salutare, dove il mangiar sano è invece in assoluto il primo fattore di prevenzione”. “Molto spesso – conclude l’assessore – i ragazzi sottovalutano le conseguenze di una alimentazione veloce, gustosa e già pronta. Il 60 per cento degli adolescenti non cura l’ipercolesterolemia. Ma i risultati di un semplice esame del sangue potrebbero, invece, essere un incentivo psicologico per guardare con occhi diversi al cibo. Ecco perché si potrebbe pensare a promuovere un progetto di screening annuale diagnostico per gli under 18: basta un semplice prelievo del sangue per individuare i livelli di colesterolo. Penso a qualcosa di simile a quanto accade per il test dell’HIV: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, un centro diagnostico su 5 consente anche ai minorenni di sottoporsi al test, senza presentare documento di identità o ricetta medica, benché la legge imponga il via libera dei genitori. In tutto il mondo, dall’America di Obama all’Europa, è cominciata una lotta al junk food a favore di frutta, verdura, legumi e cereali. Milano, nella prospettiva dell’Expo, può diventare la capitale di un’alimentazione sana a partire dagli adolescenti e da un impegno concreto delle istituzioni per salvaguardare la loro salute”.
AntonioCaperna
fonte: salutedomani.com
