06 gennaio 2010 La prima volta delle cattive ragazze finisce in Questura

TORINO- Un gioco stupido. Il brivido del proibito. La voglia di combinare quello che, purtroppo, a volte fanno anche i grandi e le persone perbene, oltre che i ladri di professione. Provarea rubare in un bel negozio del centro, poche ore prima dell’inizio dei saldi e dell’assalto di massa. Sfidare l’occhio attento del personale. Avere qualcosa da raccontarsi e da raccontare, oltre che da esibire come trofeo. Due amiche torinesi di 14 anni, indirizzo nella prima cintura torinese, famiglie come tante alle spalle, lunedì mattina sono sbarcate in piazza Castello, calamita per adolescenti di città e di provincia. Si sono infilate dentro lo store Pimkie di fianco alla Galleria Subalpina, negozio molto amato dai giovanissimi, griffe francese per under 18 con prodotti e accessori in vendita a prezzi relativamente abbordabili, “oggetti del desiderio” in vetrina e negli scaffali a prezzo pieno. Era l’ora di pranzo. Le due teen ager si sono guardate attorno e sono passate all’azione, convinte che nessuno avrebbe fatto loro caso. Hanno scelto alcuni capi di abbigliamento. Hanno staccato le placche antitaccheggio, dimostrando una certa abilità manuale. E hanno infilato i prodotti in borsa, intenzionate a prendere la strada verso l’uscita. Il personale del negozio però si è accorto delle manovre delle ragazzine e una commessa ha chiamato la polizia, chiedendo l’intervento di una pattuglia. Gli agenti del commissariato San Secondo, erano le 12.30, hanno bloccato le due amiche, le hanno identificate e infine le hanno denunciate a piede libero con l’accusa di furto aggravato. L’arresto, per i minori, è sempre facoltativo. L’essere incensurate ha deposto a loro favore. E davanti ai poliziotti che le hanno fermate, avvisando le famiglie, le dilettanti del furto non hanno fatto le dure, né le bulle. «Non siamo criminali – hanno giurato, in attesa che al distretto arrivassero mamme e papà – ed è la prima volta che ci proviamo». Sono sembrate sincere, consapevoli della gravità della bravata, preoccupate per l’enorme dispiacere dato alle famiglie. E certe che una lavata di capo e un castigo non gliele avrebbe tolti nessuno. – LORENZA PLEUTERI

Fonte: repubblica.it

 

 

Lascia un comento

 

 

 

Puoi usare questi tag

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>