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		<title>14/07/2010 Adolescenti: alcuni vittime del cyberbullismo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 08:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato da Gianluca Rini in Benessere, Psicologia, Ricerca Medica.
Gli adolescenti sono soliti utilizzare internet, in particolare i social network, e il cellulare per comunicare e tenersi in contatto con gli altri. Ma bisogna fare attenzione ai possibili pericoli in cui si può incorrere. Primo fra tutti quello che viene definito cyberbullismo. In sostanza si tratta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblicato da Gianluca Rini in Benessere, Psicologia, Ricerca Medica.</strong></p>
<p>Gli adolescenti sono soliti utilizzare internet, in particolare i social network, e il cellulare per comunicare e tenersi in contatto con gli altri. Ma bisogna fare attenzione ai possibili pericoli in cui si può incorrere. Primo fra tutti quello che viene definito cyberbullismo. In sostanza si tratta di una forma di bullismo perpetrata attraverso i mezzi di comunicazione.</p>
<p>Tra l’altro, secondo le ultime stime, il numero di adolescenti vittime del cyberbullismo è in crescita e il fenomeno è particolarmente preoccupante per il fatto che, come ha messo in evidenza una ricerca della Turku University, le conseguenze psicologiche sono piuttosto gravi per chi subisce questa forma di bullismo. Umiliazioni e violenze che possono rivelarsi perfino più difficili da affrontare rispetto a quelle che sono messe in atto in maniera diretta.</p>
<p> Un fenomeno nuovo, quello del cyberbullismo, che merita tutta l’attenzione possibile soprattutto per le conseguenze in termini di salute mentale in cui si può incorrere. Dalla ricerca è stato messo in risalto il fatto che le vittime del cyberbullismo vanno incontro più facilmente a disturbi del comportamento. Ma sono diversi i problemi generati dal cyberbullismo. In particolare si sono riscontrati disturbi del sonno, difficoltà nella concentrazione, dolori addominali e una maggiore incidenza di emicranie.</p>
<p>Tra l’altro bisogna considerare come nel caso del bullismo portato avanti attraverso la rete si ha una pressione psicologica più intensa, in quanto gli attacchi avvengono lungo tutto il corso della giornata, anche quando si è casa, mentre il bullismo tradizionale viene attuato soprattutto a scuola o nei luoghi di incontro tra i ragazzi.</p>
<p> Fonte: tantasalute.it</p>
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		<title>14/07/2010 Minori/ Più famiglia e meno intercultura. Ecco il Piano infanzia del governo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 07:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trentacinque pagine al posto delle originali 56. La bozza del Piano nazionale per l’infanzia e l’adolescenza che il governo presenterà ufficialmente il 14 giugno all’Osservatorio nazionale infanzia appare assai più snella di quella che lo stesso Osservatorio aveva presentato il 15 ottobre dello scorso anno. Ma la nuova bozza firmata dal ministro del Welfare, Maurizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trentacinque pagine al posto delle originali 56. La bozza del Piano nazionale per l’infanzia e l’adolescenza che il governo presenterà ufficialmente il 14 giugno all’Osservatorio nazionale infanzia appare assai più snella di quella che lo stesso Osservatorio aveva presentato il 15 ottobre dello scorso anno. Ma la nuova bozza firmata dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, Carlo Giovanardi, è molto più di una semplice sintesi di quella che era la proposta dell’Osservatorio nazionale. Come numerose associazioni impegnate sul fronte della tutela dei diritti dei minori hanno in varie occasioni messo in rilievo, nella nuova bozza mancano alcuni dei concetti fondamentali che caratterizzavano la prima proposta. In estrema sintesi, le principali differenze rispetto al documento presentato dall’Osservatorio riguardano la centralità della famiglia, la partecipazione, l’integrazione/intercultura e i livelli essenziali che vengono a mancare.</p>
<p> </p>
<p>Premesse generali. Scompaiono dalle premesse generali i riferimenti al principio di “non discriminazione” e i riferimenti al principio pluralistico in cui si articola la vita familiare e comunitaria. Viene introdotto, invece, il riferimento al concepimento della vita come uno tra i fini supremi e il riferimento all’attività di volontariato come attività di dono.</p>
<p> </p>
<p>Centralità della famiglia. In particolare, il vecchio piano prevedeva la centralità del ragazzo in quanto soggetto di diritto, nella proposta del governo il focus si sposta invece sulla centralità della famiglia. In particolare vengono sottolineate le funzioni educative della famiglia rispetto a quelle delle comunità territoriale.</p>
<p> </p>
<p>Livelli essenziali. Non si parla più di livelli essenziali dei servizi educativi, tempo libero e semiresidenziali</p>
<p> </p>
<p>Intercultura e integrazione. Nel titolo del capitolo il termine “intercultura” viene sostituito dal termine “integrazione”. Sono stati inoltre tolti il paragrafo relativo all’iscrizione al sistema sanitario nazionale per tutti i bambini stranieri e i bambini appartenenti alle comunità rom, sinti e camminanti e quello riguardante il ricongiungimento familiare degli stranieri e cittadinanza.</p>
<p> </p>
<p>Partecipazione. Uno dei punti centrali della bozza presentata dall’Osservatorio riguardava il capitolo della partecipazione, che ora appare svuotato rispetto alla versione precedente. Sono stati infatti stralciati i capitoli relativi alla sperimentazione dei forum regionali e dei forum nazionali dei ragazzi, delle ragazze e degli adolescenti, alla promozione delle esperienze locali di partecipazione sociale, alla formazione di promotori e facilitatori dei processi di partecipazione e protagonismo. Inoltre, non si parla più di linee guida orientative, del manuale operativo per la promozione e il sostegno della partecipazione e non c’è traccia del “Manifesto educativo” proposto in precedenza.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>LE REAZIONI/ ARCI &#8211; “Con le spalle al muro”. Così il presidente dell’Arci ragazzi, Lino D’Andrea definisce la posizione delle associazioni che compongono l’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza rispetto all’eventuale approvazione della bozza di Piano infanzia che il governo presenterà il 14 luglio prossimo. Diverse sono, infatti, le critiche che le associazioni impegnate nella tutela dei diritti dei minori muovono alla bozza Giovanardi-Sacconi, tra cui le questioni relative alla partecipazione, alla centralità della famiglia e all’intercultura. Le osservazioni, tuttavia, sono non solo nel merito ma anche nel metodo. “L’Osservatorio esaurisce il proprio mandato ad agosto – spiega D’Andrea. – Il nostro primo obiettivo è quello di avere un Piano infanzia non solo perché lo stabilisce la legge, ma perché è davvero necessario”. Ma è proprio la vicinanza di tale scadenza a rendere tutto più complicato. – “I membri dell’Osservatorio – precisa – si trovano nella condizione di dover scegliere tra avere un piano che non funziona e il non averlo per niente”: una scelta quest’ultima da non prendere a cuor leggero, perché bocciare il Piano ora vuol dire “assumersi l’enorme responsabilità” di rinviare a data da destinarsi l’approvazione di un documento che manca ormai da cinque anni.</p>
<p> </p>
<p>Diversi, dunque, i possibili scenari prospettati dal presidente dell’Arci ragazzi: “Cosa accadrà il 14 luglio? Potremmo respingere il Piano assumendocene la responsabilità – spiega D’Andrea –. A quel punto il governo potrebbe rinviare tutto o potrebbe farsi carico di portarlo comunque avanti contro tutte le procedure che vedono la Commissione bicamerale Infanzia e adolescenza come sede delle possibili modifiche. Oppure potrebbero chiederci di evidenziare una serie di modifiche, ma il tempo è poco e si rischia di dover fare tutto in due giorni, cosa che non è possibile”.</p>
<p> </p>
<p>Quanto alle questioni di merito, l’Arci ragazzi evidenzia in primo luogo l’assenza di un chiaro riferimento al tema della partecipazione: “In più occasioni il governo ha cercato di eludere ed evitare l’elemento della partecipazione – mette in evidenza il presidente –. E la partecipazione è importante, anche perché si tratta di uno dei suggerimenti che venivano dall’Onu. Sarebbe necessario che i ragazzi venissero informati e consultati, ma questa cultura manca. E poi – conclude – l’informazione e la consultazione richiedono un investimento economico, sui cui questo governo, come anche quello precedente di centro sinistra, non vogliono puntare. Come può esserci un buon livello di crescita se i bambini non vengono educati a partecipare?”</p>
<p> </p>
<p>SAVE THE CHILDREN &#8211; “Meglio un piano infanzia e adolescenza con tanti difetti che non averlo affatto, ma è necessario ragionare sugli investimenti, perché senza previsioni finanziarie si tratta di una presa in giro bella e buona”. Così il direttore generale di Save the Children, Valerio Neri, commenta la proposta riguardante il Piano infanzia e adolescenza del ministro del Welfare Maurizio Sacconi e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia Carlo Giovanardi, che verrà ufficialmente presentata all’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza il 14 luglio. Per Save the children, che non fa parte dell’Osservatorio nazionale, “l’infanzia in Italia non ha bisogno di chiacchiere ha bisogno di risultati”. A questo proposito Neri cita il capitolo relativo alle risorse, dove è possibile leggere che “le azioni richiamate e da attuarsi nell’ambito della legislazione vigente risultano finanziabili nei limiti degli stanziamenti previsti, mentre gli impegni assunti alla presentazione alle Camere di nuovi provvedimenti legislativi saranno condizionati al rispetto della disciplina ordinaria in tema di programmazione finanziaria”. A tali impegni – viene precisato – “è da riconoscere carattere meramente programmatico”. “E a noi quando leggiamo meramente programmatico ci viene l’orticaria – commenta Neri – perché di solito sappiamo che vuol dire che non c’è una lira”. Insomma “si tratta di un Piano che nasce con un carattere meramente programmatico, senza alcun impegno di spesa”.</p>
<p> </p>
<p>Diverse anche le obiezioni sul versante dei contenuti. Tra queste la mancanza di un’adeguata attenzione all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. “Il nostro paese lo si voglia o no continua a essere un paese in cui arrivano i ragazzi migranti, anche se noi facciamo di tutto per respingerli sul versante libico – afferma il direttore di Save the children. Vi è poi l’assenza del tema della partecipazione “richiamata qua e là come una bella speranza”, ma “senza la presenza di alcuna azione precisa”. Non vi è infine alcun riferimento a una legge contro le punizioni corporali. “In Italia – spiega Neri – i genitori possono schiaffeggiare e sculacciare i propri figli senza sentirsene in nessun modo colpevoli. Le misure penali scattano solo in caso di maltrattamento. In tanti paesi d’Europa, invece, esiste una legge che impedisce ai genitori di usare la violenza nell’educazione dei figli. Nella bozza di Piano infanzia presentata dal governo – conclude – non se ne fa parola, come se fosse un problema di scarsissimo valore”. </p>
<p> Fonte: affaritaliani.it</p>
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		<title>13/07/2010 Facebook: bottone anti-molestatori per adolescenti</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 07:58:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciò che mi ha sempre colpito degli inglesi è la loro fiducia nelle istituzioni. In una situazione di pericolo, il popolo della Gran Bretagna sembra sempre convinto che qualche “ufficiale” prenderà coraggiosamente il comando e lo porterà in salvo. Noi italiani, d’altra parte, spesso partiamo dal presupposto che se dovessimo chiamare aiuto, il massimo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che mi ha sempre colpito degli inglesi è la loro fiducia nelle istituzioni. In una situazione di pericolo, il popolo della Gran Bretagna sembra sempre convinto che qualche “ufficiale” prenderà coraggiosamente il comando e lo porterà in salvo. Noi italiani, d’altra parte, spesso partiamo dal presupposto che se dovessimo chiamare aiuto, il massimo che le istituzioni faranno sarà voltarsi dall’altra parte e tornare pacificamente a dormire. E senza mettersi neppure il cuscino sopra la testa.</p>
<p>Con l’omicidio di Ashleigh Hall, studentessa di puericoltura diciassettenne, l’allarme sociale in UK è schizzato ai massimi livelli: che un molestatore possa usare Facebook per catturare le proprie prede adolescenti non è certo inconcepibile, ma quando capita è come un incubo diventato realtà per i genitori apprensivi del Regno Unito (e di tutto il mondo). Ed è per questo che Facebook ha finalmente ceduto alle pressioni del CEOP (Child Exploitation and Online Protection Centre), un organismo almeno in parte guidato dal governo, ed ha deciso di creare un’applicazione molto speciale.</p>
<p>Si tratta di un collegamento diretto ad un “centralino” del CEOP, un bookmark che permette di chiedere supporto nei casi di bullismo o quando si ha qualche sospetto di essere la vittima delle attenzioni di qualche personaggio poco raccomandabile. Oltre alla funzione di “tasto di emergenza”, l’applicazione fornirà agli adolescenti informazioni utili su come proteggersi e su cosa fare in situazioni di pericolo, si spera senza tartassarli di messaggi ripetitivi e seccanti, che spesso vengono ignorati alla stregua delle pubblicità fastidiose in TV.</p>
<p>Il link al CEOP sarà per il resto una normale applicazione. Verrà segnalata a tutti i ragazzi tra i 13 e i 18 anni d’Inghilterra che hanno un account di Facebook.</p>
<p> Fonte:  jacktech.it</p>
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		<title>13/07/2010 RICERCA:MARIJUANA-SCHIZOFRENIA, PREMIO A SCIENZIATA INSUBRIA</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 07:57:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; MILANO, 13 LUG &#8211; Con uno studio sul legame tra l&#8217;abuso di cannabis in adolescenza e la comparsa di schizofrenia in eta&#8217; adulta, Cinzia Guidali si e&#8217; aggiudicata uno dei due premi che la Fondazione Zardi Gori assegna ogni anno a giovani ricercatori lombardi impegnati a studiare le tossicodipendenze. Guidali, dell&#8217;Universita&#8217; dell&#8217;Insubria, e&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; MILANO, 13 LUG &#8211; Con uno studio sul legame tra l&#8217;abuso di cannabis in adolescenza e la comparsa di schizofrenia in eta&#8217; adulta, Cinzia Guidali si e&#8217; aggiudicata uno dei due premi che la Fondazione Zardi Gori assegna ogni anno a giovani ricercatori lombardi impegnati a studiare le tossicodipendenze. Guidali, dell&#8217;Universita&#8217; dell&#8217;Insubria, e&#8217; laureata in biologia applicata alla ricerca biomedica ed e&#8217; dottore in neurobiologia. Il suo premio, del valore di 5 mila euro, &#8221;e&#8217; per noi davvero una bella notizia, in un momento cosi&#8217; scarno di soddisfazioni per i giovani ricercatori &#8211; commenta Daniela Parolaro, direttore del centro di ricerche in neuroscienze all&#8217;Universita&#8217; dell&#8217;Insubria -. I dati della dottoressa Guidali sono di grande attualita&#8217; in considerazione del fatto che la marijuana resta la droga d&#8217;abuso piu&#8217; diffusa tra gli adolescenti, che spesso ne fanno uso considerandola innocua. In realta&#8217; &#8211; conclude l&#8217;esperta &#8211; il sistema nervoso degli adolescenti e&#8217; ancora in attiva fase di maturazione ed e&#8217; percio&#8217; molto vulnerabile agli effetti della droga che puo&#8217; influenzare questo delicato processo con conseguenze a lungo termine&#8221;. (ANSA).</p>
<p>Fonte: unita.it</p>
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		<title>13/07/2010 Crepet: &#8220;I nostri ragazzi troppo fragili&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 07:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una 16enne si è buttata dal 3º piano dopo una discussione in famiglia: subito soccorsa. Ricoverata ma non rischia la vita
«La prima cosa che viene in mente, pensando a quel peluche, è che rappresenti un legame con l’infanzia, un ricordo che andrebbe indagato». Non vuole entrare nel merito Paolo Crepet, psichiatra e scrittore, mentre commenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una 16enne si è buttata dal 3º piano dopo una discussione in famiglia: subito soccorsa. Ricoverata ma non rischia la vita</strong></p>
<p>«La prima cosa che viene in mente, pensando a quel peluche, è che rappresenti un legame con l’infanzia, un ricordo che andrebbe indagato». Non vuole entrare nel merito Paolo Crepet, psichiatra e scrittore, mentre commenta l’episodio della sedicenne che due giorni fa, dopo un litigio in famiglia, ha tentato di togliersi la vita gettandosi dalla finestra della propria abitazione, al terzo piano, abbracciata a un piccolo pupazzo. La ragazza sta bene e il commissariato ha ricondotto il fatto ad una temporanea crisi adolescenziale.</p>
<p>Professor Crepet, cosa può spingere una sedicenne ad un gesto così drammatico e estremo?</p>
<p>«Non si può entrare nei dettagli per eventi così delicati come la “voglia di farla finita”».</p>
<p>Eppure negli ultimi mesi, a Modena e in provincia, si sono verificati diversi casi di adolescenti che hanno tentato di “farla finita”.</p>
<p>«La fragilità dei ragazzi è sotto gli occhi di tutti. Non c’è bisogno di gesti estremi per capirlo. E’ chiaro che da parte loro c’è una totale incapacità ad affrontare un brutto voto preso a scuola o un legame affettivo interrotto».</p>
<p>Quali sono, secondo lei, le ragioni di questa fragilità?</p>
<p>«Per certi versi, i ragazzi di oggi sono viziati e al primo ostacolo crollano. Sono cresciuti nella bambagia, perciò sono più teneri».</p>
<p>Lei ritiene che le famiglie abbiano responsabilità precise?</p>
<p>«E’ la situazione di benessere a non aiutare i ragazzi. Il benessere fa sì che durante la fase di crescita vengano tolti molti gradini, e senza gradini si cresce senza gambe forti».</p>
<p>Pensa che oggi gli adolescenti siano più fragili rispetto ai loro coetani delle generazioni precedenti?</p>
<p>«Sicuramente. Sono molto più fragili e molto più disinteressati ad affrontare i fatti della vita. Tentano di evitare qualunque sforzo e mancano di coraggio».</p>
<p>Lei ritiene che alla base di questo disinteresse ci siano anche le nuove tecnologie, come internet o i social network, spesso indicate come causa di un isolamento dalla vita reale?</p>
<p>«Io sono contrario alla demonizzazione di internet, ma è indubbio che le nuove tecnologie debbano essere usate “cum grano salis”».</p>
<p>Quali, secondo lei, i rimedi da proporre?</p>
<p>«Penso che si debba partire dalla formazione dei genitori. Per questo abbiamo creato in tutta Italia le scuole per i genitori».</p>
<p>Anche a Modena?</p>
<p>«A Modena e a Sassuolo. Se il fenomeno deriva dal benessere è ovvio che le zone con maggior benessere sono più interessate di altre. Modena e l’Emilia sono tra queste».</p>
<p> Fonte: gazzettadimodena.gelocal.it</p>
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		<title>13-07-2010 Tabacco: nuova campagna di prevenzione dedicata ai giovanissimi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 07:55:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli interventi di educazione alla salute devono rivolgersi ai bambini fin dalla prima età scolare, perché la prevenzione possa contribuire ad evitare che i giovani entrino in contatto con le sostanze psicoattive.
La nuova campagna di comunicazione 2010 contro il tabagismo del Ministero della Salute centra l’obiettivo rivolgendosi ai giovanissimi, con l&#8217;obiettivo di prevenire l&#8217;iniziazione al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli interventi di educazione alla salute devono rivolgersi ai bambini fin dalla prima età scolare, perché la prevenzione possa contribuire ad evitare che i giovani entrino in contatto con le sostanze psicoattive.</p>
<p>La nuova campagna di comunicazione 2010 contro il tabagismo del Ministero della Salute centra l’obiettivo rivolgendosi ai giovanissimi, con l&#8217;obiettivo di prevenire l&#8217;iniziazione al fumo favorendo un atteggiamento di netto rifiuto nei confronti della sigaretta. Lo spot televisivo si avvale anche quest’anno di un testimonial caro al pubblico italiano, Renato Pozzetto, che con la sua simpatia ed espressività imprime un tono diretto e leggero al messaggio, pur mantenendone la corretta funzione informativa. Nei panni di un maestro speciale, capace di accendere il fuoco su un dito senza scottarsi, Renato Pozzetto invita i suoi alunni ad una riflessione critica sui danni alla salute provocati dal fumo.</p>
<p>Lo spot si conclude con un invito ai bambini a trasmettere questo messaggio anche agli adulti di riferimento. Tale invito è enfatizzato in modo corale da tutta la classe con l&#8217;espressione &#8220;TAAC!&#8221; che da due anni identifica le iniziative di sensibilizzazione contro il fumo promosse dal Ministero.</p>
<p>Secondo recenti dati (Indagine DOXA-ISS-OFAD 2010), in Italia fuma circa il 22% dei giovani tra i 15-24 anni, accendendo le prime sigarette attorni ai 16-17 anni, quando ancora si va a scuola. Il motivo in molti casi è l’emulazione dei propri amici: nel 73% dei casi si fuma perché lo fanno tutti.</p>
<p> Fonte: dronet.org</p>
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		<title>12/07/2010 LA CASA BLU DI CHAGALL E I SAPERI DI STRADA</title>
		<link>http://www.crescereitalia.it/news/?p=512</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 07:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giornate di studio per fare il punto sul lavoro di formazione che si fa per gli adolescenti. Si punta ad individuare come ripetere ed esportare il metodo dei &#8220;Maestri di strada&#8221;.
Di Annamaria Franzoni
Ritengo che non sia sfuggito il valore simbolico della locandina del Seminario &#8220;I saperi di strada e cittadinanza attiva. Trame di pensiero e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giornate di studio per fare il punto sul lavoro di formazione che si fa per gli adolescenti. Si punta ad individuare come ripetere ed esportare il metodo dei &#8220;Maestri di strada&#8221;.</p>
<p>Di Annamaria Franzoni</p>
<p>Ritengo che non sia sfuggito il valore simbolico della locandina del Seminario &#8220;I saperi di strada e cittadinanza attiva. Trame di pensiero e strutture per la promozione di nuove alleanze educative&#8221; che presenta la casa blu di Chagall.</p>
<p>La dott.ssa Santa Parrella nell’introdurre i lavori del 2 luglio scorso presso la Sala Consiliare dell’Università Parthenope di Napoli, ha chiarito il senso di tale scelta collegandolo al titolo della sua relazione: &#8220;Percorsi spezzati. Una casa da demolire o ristrutturare&#8221;.</p>
<p>Il nostro lavoro, il lavoro di tutti quelli che lavorano nella formazione degli adolescenti, ed in particolare in percorsi complessi, di disagio e dispersione, è spesso fatto di percorsi spezzati, di ponti traballanti, passaggi incerti, strade interrotte, in una sorta di cantiere con i lavori sempre in corso, con tanti ragazzi soli e smarriti con la loro rabbia e con la loro paura.</p>
<p>Le giornate di studio segnate, come ci riferisce Cesare Moreno, da parole dense, punti si accumulazione di conoscenze e saperi e da parole fluide, sussurri che hanno percorso come ombre – ora minacciose ora ristoratrici, hanno avuto e avranno in seguito lo scopo di mettere insieme, grazie al contributo degli esperti , tutti autorevoli e qualificati, esperienze di alto impegno, per individuare la ripetibilità e l’esportabilità di una metodologia che attraverso lo spazio di riflessività comune, accorci le distanze tra teoria e prassi.</p>
<p>Hanno offerto il loro contributo ai lavori e al dibattito dell’auspicata rinnovata cittadinanza giovanile: Santa Parrello , Luigi Vero Barca, Paolo Valerio, Marianella Sclavi,Clotilde Pontecorvo, Anna Maria Ajello, Simonetta M.G. Adamo, Antonio Genovese, Guelfo Margherita, Dora Gambardella, Vittorio Campione, Nicola Magliulo, Alfonso Maurizio Iacono,Mario Spada, Anna la Rocca, in teleconferenza da Portici, Marica Iorio da Roma, Amalia Aiello, dalla sede della Federico II di Via Cortese.</p>
<p>Ricordo che i lavori sono stati seguiti in teleconferenza presso il Centro SINaPsi della Federico II di Napoli, presso il Centro Ricerche ENEA di Portici e ancora presso la Scuola di Dottorato in Scienze della Formazione di Firenze e di Bologna, presso l’UPTER, Università popolare di Roma, sotto la regia della sede riminese che ha messo in contatto i gli studiosi dislocati nei vari punti della nostra Penisola.</p>
<p>Autore: prof.ssa Annamaria Franzoni</p>
<p>Fonte: ilmediano.it</p>
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		<title>12/07/2010 Obesità infantile: un fattore di rischio anche per il reflusso gestroesofageo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 07:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La compresenza di diverse condizioni patologiche dev&#8217;essere affrontata dai medici curanti soprattutto tenendo in considerazione le possibili complicazione in età adulta Sembra che per i bambini e gli adolescenti affetti da obesità debbano presentarsi molte delle patologie concomitanti che sono state evidenziate dagli studi sugli adulti nella stessa condizione: secondo i ricercatori del Kaiser Permanente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La compresenza di diverse condizioni patologiche dev&#8217;essere affrontata dai medici curanti soprattutto tenendo in considerazione le possibili complicazione in età adulta Sembra che per i bambini e gli adolescenti affetti da obesità debbano presentarsi molte delle patologie concomitanti che sono state evidenziate dagli studi sugli adulti nella stessa condizione: secondo i ricercatori del Kaiser Permanente Southern California i bambini estremamente obesi hanno un rischio d’insorgenza di reflusso gastroesofageo aumentato del 40 per cento, mentre per quelli moderatamente obesi l&#8217;aumento è del 30 per cento.</p>
<p> </p>
<p>L’ampio studio di popolazione, i cui risultati sono apparsi sulla rivista International Journal of Pediatric Obesity, si è svolto in base all’analisi di dati sanitari in forma elettronica relativi a più di 690.000 bambini di età compresa tra 2 e 19 anni che hanno partecipato, tra il 2007 e il 2008 al &#8220;Piano integrato per la salute&#8221; dello stesso Kaiser Permanente.</p>
<p> </p>
<p>Il reflusso gastroesofageo è un disturbo cronico dovuto alla fuoriuscita del contenuto dello stomaco verso l’esofago. Quando gli espisodi di reflusso sono ripetuti, gli acidi gastrici possono determinare un’infiammazione dei tessuti dell’esofago e della laringe, oltre a un aumento di tosse e asma.</p>
<p> </p>
<p>Le stesse lesioni tissutali possono, all’estremo, predisporre all’insorgenza di forme tumorali a carico dell’esofago. Si prevede che questo tipo di neoplasia possa aumentare nei prossimi due decenni, in controtendenza rispetto alla prevalenza di molti altri tumori che stanno seppur lievemente diminuendo. Uno dei fattori causali di questo fenomeno, a detta dei ricercatori, è proprio la correlazione con l’obesità, un problema che sta diventando epidemico in molte nazioni del mondo.</p>
<p> </p>
<p>&#8220;L’obesità infantile, soprattutto quella grave, si accompagna a serie conseguenze per la salute del soggetto, quali diabete, patologie cardiovascolari e tumori. Il nostro studio ha mostrato una correlazione anche con un aumentato rischio di reflusso gastroesofageo”, ha commentato Corinna Koebnickche ha partecipato allo studio. “Ciò significa che questi piccoli soggetti devono essere seguiti, oltre che per la perdita di peso, anche per trattare i sintomi di reflusso gastroesofageo, al fine di evitare che persistano nel tempo e portino a ulteriori complicazioni sanitarie nell’età adulta”. (fc)</p>
<p> fonte: <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it">lescienze.espresso.repubblica.it</a></p>
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		<title>09/07/2010 Parti prematuri e bambini sottopeso: le teenager rischiano</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 07:48:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno studio medico ha evidenziato come le ragazze under 20, specie se disagiate socialmente, presentano un alto rischio di gravidanze premature e, in caso di secondo figlio, un’alta probabilità che i loro nascituri risultino troppo magri
Secondo un gruppo di ricerca irlandese, le adolescenti incinte hanno più probabilità di partorire prematuramente ed avere un bambino piccolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio medico ha evidenziato come le ragazze under 20, specie se disagiate socialmente, presentano un alto rischio di gravidanze premature e, in caso di secondo figlio, un’alta probabilità che i loro nascituri risultino troppo magri</p>
<p>Secondo un gruppo di ricerca irlandese, le adolescenti incinte hanno più probabilità di partorire prematuramente ed avere un bambino piccolo e sottopeso rispetto alle donne “over 20“. In particolare, secondo uno studio condotto in Inghilterra su oltre 50.000 donne, le ragazze incinte con età compresa tra quattordici a diciassette anni avrebbero maggiori probabilità di partorire in anticipo se si tratta della loro seconda gravidanza.</p>
<p>I DATI DELLA RICERCA – I risultati, hanno evidenziato come siano di fondamentale importanza i controlli medici di routine. In tutto, hanno spiegato i ricercatori, 3.600 delle giovani prese in esame erano di età compresa tra i 14 e 17 anni, e più di un terzo di loro provenivano dalle zone socialmente più svantaggiate. Lo studio, come detto, ha rilevato pure come le madri adolescenti, rispetto a quelle più mature sono anche quelle che hanno maggiori probabilità di far nascere un figlio sottopeso. In particolare, le madri con età inferiore a 17 anni, hanno il 21% in più di probabilità di avere un bambino prematuro con la loro prima gravidanza e addirittura il 93% di probabilità di avere la nascita del loro secondo bambino precoce.</p>
<p>C’E’ UNA CORRELAZIONE SOCIO-ECONOMICA &#8211; Il ricercatore, il dottor Ali Khashan, del Cork University College, nella Repubblica d’Irlanda, ha dichiarato che “il rischio di parto prematuro nelle adolescenti potrebbe essere correlato all’immaturità biologica“. “E’ anche possibile – sostiene Khashan – che l’aumento del rischio di nascite precoci nella seconda gravidanza adolescenziale sia legata a numerosi fattori e complicazioni, specie quelle riguardanti un maggiore disagio sociale che presentano meno cura prenatale“. Per i ricercatori irlandesi, le adolescenti avrebbero bisogno di un corretto controllo medico durante la gravidanza, ma soprattutto andrebbe promossa una seria campagna a favore della contraccezione, specie dopo che una adolescente ha avuto il suo primo bambino. Il professor Louise Kenny, ostetrico, ginecologo e consulente presso il Maternity Hospital, sempre dell’Università di Cork, nonché a capo dell’equipe di ricercatori irlandesi che ha condotto lo studio, ha confermato che ènecessaria, inoltre, “una ricerca ancora più approfondita per scoprire la causa esatta dei bambini prematuri nelle ragazze adolescenti“.</p>
<p>INFORMAZIONE E CONTRACCEZIONE, PLEASE – Il dottor Kenny, sostiene che “le madri adolescenti si presentano con minor costanze ai presidi sanitari in seguito alla loro gravidanza, e quindi meno frequentemente si sottopongono ai necessari check-up“. Per il ricercatore, tuttavia, “non è chiaro perché il rischio è maggiore per le adolescenti che hanno il secondo figlio. Potrebbe essere che i fattori di rischio pre-esistenti aumentino al crescere dello stress fisico e psico-sociale di un’altra gravidanza durante l’adolescenza – ma ancora una volta sono necessarie ulteriori ricerche“. Ha poi aggiunto: “Crediamo sia fondamentale l’importanza del controllo post-natale, il supporto e la consulenza adeguata per quanto riguarda la contraccezione per gli adolescenti“. Il professor Steve Thornton, portavoce del Royal College e responsabile del reparto di ostetricia e ginecologia, ritiene che ci sia “una serie di complesse ragioni sociali dietro questi risultati. Il messaggio però è chiaro. E’importante per le adolescenti in stato di gravidanza, avere controlli prenatali per individuare se ci sono problemi“. Lo studio ha considerato tutte le donne di età compresa tra i 14 e 29 anni che avevano partorito nel nord-ovest dell’Inghilterra, ed è durato per un periodo di due anni.</p>
<p> Fonte: giornalettismo.com</p>
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		<title>08/07/2010 Pc mania tra gli adolescenti</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 07:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ La notizia che un loro quasi-coetaneo è stato ricoverato per “overdose da computer” li lascia sbigottiti e muti. Cercano una spiegazione plausibile a una vicenda che definiscono «assurda» e «inaccettabile», secondo loro maturata per oggettive difficoltà di comunicazione. Ma poi confessano, candidamente, di rimanere, pure loro, attaccati al pc. Ore e ore.
 
Il fascino magnetico della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> La notizia che un loro quasi-coetaneo è stato ricoverato per “overdose da computer” li lascia sbigottiti e muti. Cercano una spiegazione plausibile a una vicenda che definiscono «assurda» e «inaccettabile», secondo loro maturata per oggettive difficoltà di comunicazione. Ma poi confessano, candidamente, di rimanere, pure loro, attaccati al pc. Ore e ore.</p>
<p> </p>
<p>Il fascino magnetico della cyber-navigazione, tra frenetici contatti con gli amici attraverso i social network e i file di musica da scaricare, cattura teenager e ventenni. Con un potere occulto e subdolo eppure più forte delle “vasche” in caruggio, delle attività en plein air, degli incontri “reali” al bar o in discoteca. I “ragazzi del mouse” o “dello smart-phone” scalzano “i ragazzi del muretto”. E’ la fotografia dei giovani del Levante, incontrati in un “viaggio” a campione nel giorno. Hanno un sacco di potenzialità e interessi, i giovani di oggi. Ma fanno fatica a staccarsi dalla tastiera. «Incredibile, non riesco a credere che ci si possa ammalare di pc», commenta Michele De Paola, 19 anni. La storia del ragazzo di Chiavari video-dipendente lo sconcerta. Ma, rotto il ghiaccio, Michele, che è il cantante del gruppo pop-rock “Gin Fizz”, confessa: «Sto tanto al pc. Almeno quattro ore in media ma sono arrivato anche a otto di fila. Niente video-games. Faceboook e poi esercizi di canto con le basi musicali». Secondo Michele il giovane chiavarese finito in ospedale «aveva problemi nei rapporti con gli altri. Magari lo prendevano in giro a scuola e lui si è chiuso in un mondo virtuale. Poverino. Mi dispiace». Sulla stessa lunghezza d’onda Gian Battista Ortona, 18 anni: «Ho avuto il mio primo pc solo un anno fa. I miei hanno deciso così. In inverno mi collego soprattutto alla sera. Un paio d’ore al massimo. In vacanza sono libero anche al mattino e allora le ore diventano anche quattro. Però non arriverei mai a stare al computer giorno e notte. Chi lo fa ha seri problemi di relazione. Oltre a Facebook guardo film e cartoni». Mattia Prestileo, 20 anni, studia alla Roland Music School: «I miei genitori sono comprensivi ma quando mi dicono di spegnere il pc sono inflessibili. Ammetto: arrivo anche a otto ore, tra Facebook, Youtube e I tunes. Non sempre, però. Per bilanciare magari il giorno dopo dimezzo le ore passate davanti al video. La mia passione è suonare la chitarra, anche perché a volte le ore sul pc mi fanno venire mal di testa e alla sera fatico a prendere sonno». «Un’ora al massimo due alla sera e neppure troppo spesso»: niente overdose da computer per Chiara Levaggi, 20 anni, commessa in un negozio del centro. «So dosarmi da sola e spazio da Facebook a Youtube senza trascurare le notizie di sport: seguo il calcio, sono tifosa del Milan. Ma la vita vera è fuori dal virtuale: mi piace stare con le amiche e loro la pensano esattamente come me. Casi come quello del sedicenne chiavarese mi sconcertano: una situazione molto grave». Erika, 16 anni, studentessa in un istituto tecnico, dice che «il ragazzino in questione si sentiva solo, non capito, preso in giro» e che «ha cercato rifugio in un’altra realtà». Anche a Sestri Levante tra i giovanissimi è Facebook il sito più gettonato; nell’ipotetica hit-parade seguono le “finestre” di Messanger e i video-game. Almeno due ore il tempo medio che dedicano a digitare e scrivere post. A Jessica Bressani, 18 anni, i genitori concedono soltanto un paio d’ore la sera per connettersi a internet e “navigare”. «Facebook soprattutto – dice – e poi clicco i siti per scaricare musica. Tra il computer e la televisione scelgo sicuramente il primo; passo più tempo davanti allo schermo del pc anche se i miei genitori hanno fissato un limite: un paio d’ore dopo cena e al sabato mattina, quando posso». Jacopo Mantovani, 18 anni, distribuisce la sua attenzione tra Facebook, Youtube e la play-station. «Ma non tutto insieme – precisa –, cerco di bilanciare: o computer o play-station. Comunque non più di qualche ora». Ma c’è chi passa intere giornate al pc che si accende la mattina per spegnersi la sera. Come Laura, teenager: «Uso il computer per “aprire” Facebook ma anche per guardare film, ascoltare musica, conservare fotografie. Non sempre mi collego a internet». Il pc per giocare o chattare con Facebook o Msn? Sì, ma con criterio. Questo, in linea di massima, il pensiero della maggior parte dei ragazzi di Rapallo. «Non lo adopero praticamente mai per giocare – dice Ludovica Arreghini, 21 anni – al massimo passo un’oretta al giorno su Facebook, ma non oltre. Mia sorella, invece, che ha 15 anni, passa molto più tempo di me davanti allo schermo, anche se trovo assurdo arrivare a livelli di dipendenza». Lola, 14 anni, dichiara di non essere appassionata di video-game o play-station: «Di solito passo al computer due o tre ore alla sera – dice – ma trovo strano che il concetto di amicizia, ormai, abbia a che fare più con il mondo virtuale che con quello reale». «I Mmorpg, giochi di ruolo online, in cui i giocatori creano il proprio personaggio. Per farlo crescere ed evolvere bisogna dedicare molto tempo al gioco. Ecco perché qualcuno finisce per passare ore e ore davanti allo schermo, senza distinguere più la realtà dal videogame», osserva Orazio Perosio, 33 anni.</p>
<p>Fonte: ilsecoloxix.it</p>
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